Del fuoco e della neve. Della fine e dell’inizio.

Ancora mi sembra di sentirlo, lo scoppiettio dei ceppi. Assieme a quell’inconfondibile profumo di legna bruciata. Si stagliava lì, imponente e maestosa, nello spiazzo dove si incrociavano le viuzze del paese. ‘A fochera. Per l’intera settimana che precedeva la notte di San Silvestro, i ragazzi e le ragazze del paese, assieme agli adulti con piùContinua a leggere “Del fuoco e della neve. Della fine e dell’inizio.”

Di quel cartello di benvenuto, in mezzo a una stazione affollata

La prima immagine che mi torna alla mente è la stazione di Roma Termini: caotica e piena; voci, urla, sguardi sfuggenti di viaggiatori stanchi e volti tesi di chi è in ritardo e teme di averlo perso, quel maledetto treno; occhi cupi e tristi di chi resta e, a compensarli, occhi luminosi e sorridenti diContinua a leggere “Di quel cartello di benvenuto, in mezzo a una stazione affollata”

A te, così diversa eppure così uguale a me

La cosa più importante che mi hai insegnato, nel tempo, è il senso della libertà: il suo valore, il suo peso e la responsabilità che le fa da contraltare. La cosa più importante che mi hai donato e continui a donarmi ogni giorno, da ben prima che nascessi, è l’amore infinito, incondizionato e pieno. Quell’amoreContinua a leggere “A te, così diversa eppure così uguale a me”

Quella poetessa e quelle poesie che riempiono una vita

Era un pomeriggio afoso di inizio giugno. Ultimo anno di liceo. Guardavo la televisione, sdraiata sul divano, subito dopo pranzo e subito prima di rimettermi sui libri a studiare per la “maturità”. Su Raitre passò un servizio su Alda Merini: era lei a raccontarsi, a raccontare del suo rapporto con la poesia, con l’amore eContinua a leggere “Quella poetessa e quelle poesie che riempiono una vita”

D. (ma per noi tutti, M.)

Di te ricordo l’essenziale. L’amicizia sincera e fraterna che ti legava a mio padre; la bontà, che fluiva come placido fiume nei tuoi occhi; la gentilezza sempre garbata nei confronti di mia madre; lo sguardo sorridente quando parlavi con me. A voler essere del tutto sincera, su di te ho per lo più ricordi legatiContinua a leggere “D. (ma per noi tutti, M.)”

Di racconti e di radici. Quelle vite che non passano mai.

Se ripenso a mio nonno, sono due i ricordi che mi tornano alla mente: il primo é il ricordo dei suoi racconti accanto al camino, in quei tardo pomeriggi d’inverno, quando il freddo bussava alle finestre della casa dei miei nonni, in quel tranquillo paesino posto a metà strada tra il mare e la montagna (quella vera, quella fatta di inverni con la neve a coprire ogni angolo del paesaggio e di estati fresche);

Perle di saggezza, di generazione in generazione.

Oggi, mia madre era in vena di perle di saggezza, miste a reminiscenze. E così mi ha raccontato che, quando comunicò ai miei nonni che intendeva sposare quello che poi sarebbe diventato mio padre, mio nonno, utilizzando il suo classico vocativo iniziale, le disse : “‘Figghiama, rispondi solo a questa domanda: se un domani dovessiContinua a leggere “Perle di saggezza, di generazione in generazione.”

Partendo da una foto…

Viaggio nel tempo in epoca di (post?)Covid-19 Facevo pulizia fra le migliaia di foto dell’Iphone e, “cancella che ti cancella”, andando a ritroso, sono arrivata al 21 febbraio 2020. Ed eccola lì, l’ultima foto in cui ricordo di un pomeriggio normale, senza il pensiero assillante della pandemia. C’era solo nell’aria un’eco lontana di “una qualcheContinua a leggere “Partendo da una foto…”

Di quell’ultimo saluto mancato e del “Dopoguerra”

Questa storia, che dobbiamo affrontare tutto come se stessimo attraversando una sorta di dopoguerra, è una grande corbelleria! E questo continuo parallelismo tra la (fu) fase 1 dell’emergenza pandemica e la guerra è una idiozia bella e buona (a proposito, ve la ricordate la vecchia fase 1, oggi che in tanti, incomprensibilmente, pensano che ilContinua a leggere “Di quell’ultimo saluto mancato e del “Dopoguerra””

Foga iconoclasta e una lampadina (fulminata) a illuminarci

Non nego di poter comprendere il senso di rabbia e frustrazione davanti a statue che incarnano l’essenza stessa della discriminazione, dell’oppressione e degli abusi subiti per secoli da  milioni e milioni di persone, semplicemente in virtù di qualcosa che la natura stessa vuole che esista:  un colore della pelle diverso.E non nego che questa frustrazione possaContinua a leggere “Foga iconoclasta e una lampadina (fulminata) a illuminarci”

UNA STORIA DI TERRAZZE E DI VITA. Di quell’anziana signora dallo sguardo gentile

Le onde bianche dei capelli, tenute in ordine da qualche forcina appuntata qui e là. Gli occhi azzurri e pieni. Il viso dolce e solare, solcato dai segni di un tempo che, nel bene e nel male, le aveva visto attraversare gran parte della sua vita. Le vesti ben stirate e mai di colori accesi:Continua a leggere “UNA STORIA DI TERRAZZE E DI VITA. Di quell’anziana signora dallo sguardo gentile”

LE NOTE DI UNA CANZONE: viaggio nel passato e ritorno.

Per me “La Cura” di Battiato sono i bei lunghi viaggi in macchina dalla città al paese dei miei nonni materni, durante la mia infanzia; è mio padre che metteva nell’autoradio la musicassetta di Battiato e la canticchiava assieme a me; è mia madre che ci ascoltava con un sorriso, intervallando le nostre esibizioni con un “attenzione a quella macchina” e un “attenzione a quest’altra”; è i pomeriggi di domenica in cui, mentre mio padre la suonava alla chitarra, io saltellavo per la stanza con la copertina dell’album “L’imboscata” e chiedevo se non fosse Napoleone quello raffigurato;
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