I social, novelli Tribunali dell’inquisizione 2.0

La vicenda che, loro malgrado, ha coinvolto i Maneskin, dopo la vittoria all’Eurovision song contest di quest’anno, è l’emblema dell’insensatezza e dell’irresponsabilità di cui ormai i social si nutrono, quasi ne fosse la linfa vitale o la fonte di vita (eterna) da cui si abbeverano.Per comprendere quanto le dinamiche social abbiano raggiunto livelli palesemente inaccettabili,Continua a leggere “I social, novelli Tribunali dell’inquisizione 2.0”

Il senso della Liberazione. 25 aprile

Ci sono quelle date importanti in cui vorresti trovare sempre le parole giuste. Le parole migliori. Il modo perfetto per esprimere il valore e la centralità di un determinato evento.Capita, a volte, di trovarle, quelle parole. Anzi, di ritrovarle. Magari in una vecchia Nota, che campeggia ormai da un anno nel tuo smartphone. E così,Continua a leggere “Il senso della Liberazione. 25 aprile”

Il tempo sottratto agli onesti. Sullo sfondo, la crisi politica.

Se, alla fine di questa girandola impazzita di nomi, ammantata sotto l’ormai palesemente fasulla questione dei soli programmi e contenuti “perché a noi non interessano le poltrone”. Che ti verrebbe da dire: e allora non devi accettarne neanche una, di poltrona! Parla di contenuti e non giocare continuamente al rimpiattino, per ottenere ministeri di maggiorContinua a leggere “Il tempo sottratto agli onesti. Sullo sfondo, la crisi politica.”

Della fragilità e della bellezza complicata della Democrazia

Breve riflessione sui fatti americani del 6 gennaio 2021: l’assalto scomposto al Campidoglio statunitense e quel Presidente uscente che fomenta (a proprio tornaconto) paure deliranti, rabbia, teorie complottiste e difficoltà sociali. Stiamo attenti nelle mani di chi mettiamo la Democrazia, ché a non saperla maneggiare bene, può implodere. E ci si può ritrovare, da unContinua a leggere “Della fragilità e della bellezza complicata della Democrazia”

Alert: run or fight. Della giornata contro la violenza sulle donne.

Se devo pensare a un fatto, a un momento, a un gesto visto o subito che per la prima volta ha attivato nella mia mente l’alert “run or fight: violenza in corso”, non riesco ad individuarne uno in assoluto, perché la risposta sarebbe diversa se dovessi riferire del fatto che associo alla violenza per laContinua a leggere “Alert: run or fight. Della giornata contro la violenza sulle donne.”

Di una giovane vita sottratta, di una realtà di arrogante violenza e del futuro che verrà.

Affinché l’ingiusta e assurda morte di Willy non sia vana. Sguardo prospettico e azione consapevole: questi gli elementi che potranno fare la differenza. Il 6 settembre 2020, quando ormai mancavano poche ore all’alba, un ragazzo di 21 anni, Willy, è stato barbaramente ucciso: massacrato a calci e pugni. È stata indegnamente sottratta un’intera vita diContinua a leggere “Di una giovane vita sottratta, di una realtà di arrogante violenza e del futuro che verrà.”

Non basta una bandiera arcobaleno per essere considerato di Sinistra

Il problema non è il Sindaco Sala. Sala è un manager. È uno che ha alle spalle una lunga, ricca e soddisfacente storia da manager. È uno di quelli che – di fatto, al di là delle parole – crede fortemente e pervicacemente nel liberismo. Sì, certo, per l’amor di Dio, magari sarà pure unContinua a leggere “Non basta una bandiera arcobaleno per essere considerato di Sinistra”

Dalla “Pietà dei Mari” all’egoismo istituzionale.

Più di qualcuno ha opportunamente “intitolato” questa foto “La Pietà dei mari”. Il fatto è che, a volte, sopra le ideologie e sopra le strategie politiche, c’è semplicemente la forza imponente dell’umanità che chiede aiuto. E fortunatamente, dall’altro lato, c’è ancora una parte di umanità che sa concederlo, quell’aiuto. Poi ci sono i Governi degliContinua a leggere “Dalla “Pietà dei Mari” all’egoismo istituzionale.”

Sfortunato chi chiude gli occhi davanti a ciò che è palese. Il sottile gioco degli artifici retorici.

Mattina di giovedì 11 giugno. Rapida rassegna stampa personale. Mi imbatto in un articolo, pubblicato su una testata giornalistica orientata a destra: ché, pur se con una necessaria forte dose di autocontrollo e facendo nobile esercizio di tolleranza – talvolta, anche di fronte a immense castronerie, che pensi: “ma davvero l’hanno scritto?” -, è giustoContinua a leggere “Sfortunato chi chiude gli occhi davanti a ciò che è palese. Il sottile gioco degli artifici retorici.”

2 giugno 1946 – 2 giugno 2020. Quando, d’un tratto, l’evoluzione darwiniana fece sciopero.

2 giugno 1946. L’Italia, pur se malconcia, era da poco uscita dalla tragedia della seconda guerra mondiale e, assieme ad essa, dall’incubo della dittatura. Era il momento delle macerie materiali ed emotive. La speranza e la gioia per una vita e una libertà ritrovata, da un lato, il dramma di un’economia insussistente e di unContinua a leggere “2 giugno 1946 – 2 giugno 2020. Quando, d’un tratto, l’evoluzione darwiniana fece sciopero.”

Riflessioni in successione. DELLA SCIENZA, DELLA CERTEZZA E DEL TEMPO (1)

Durante questo sabato di metà maggio 2020 capita che, mentre sono indaffarata in mezzo alle mie mille cose, mi prendo la mia bella pausa caffè (che questo #restareacasa ci avrà portato pure lo stress da smart-working – per i fortunati che ancora un lavoro ce l’hanno, seppure smart! -, ma almeno ci ha concesso laContinua a leggere “Riflessioni in successione. DELLA SCIENZA, DELLA CERTEZZA E DEL TEMPO (1)”

Delle mascherine a 0,61 euro e dei mulini a vento

La vicenda delle mascherine e la lotta alla Don Chisciotte del Commissario straordinario all’emergenza Covid-19, Dott. Domenico Arcuri, è uno spaccato dell’Italia: di chi pretende di aver ragione ad ogni costo (intendo i grandi distributori a livello farmaceutico!), anche quando è detentore “dell’elisir (?) di sopravvivenza” in epoca di Covid-19 e continua a tenere fedeContinua a leggere “Delle mascherine a 0,61 euro e dei mulini a vento”

DEL SIMIL PESCE ROSSO-ANALFABETA FUNZIONALE

Quando, anni fa, si è iniziato a comunicare al grande pubblico l’immane problema dell’analfabetismo funzionale e della graduale (ma drammatica!) riduzione del livello di concentrazione dell’uomo medio, credo che la stragrande maggioranza delle persone non fosse pronta a comprendere l’impatto sociale che avrebbero concretamente avuto tali due ordini di problemi.Oggi, nel pieno di una pandemia (perché io ve lo dico: stiamo ancora “immersi nella pandemia” fino al collo, casomai vi foste distratti!) e nel pieno dello smart-working e dell’imprescindibile comunicazione digitale;
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E SE DA QUESTA CRISI PANDEMICA NE USCISSIMO … FUTURANDO?

Accade che mi ritrovo a guardare un film, un film di qualche anno fa, un film come un altro: un po’ di romanticismo, un po’ di azione, un po’ di mistero; mescola il tutto e hai ben presente il tipo di film di cui parlo.
Ecco. Guardavo distrattamente questo film, quando compare la scena in cui la protagonista si reca alla metropolitana, sale sul vagone del convoglio, controlla il cellulare, lascia passare una signora anziana, scherza e gioca con un bambino nel passeggino, scambiando qualche frase di circostanza con la mamma; poi scende, in mezzo al flusso di gente, e si dirige verso il luogo del suo appuntamento; entra nel locale, saluta e abbraccia qualche conoscente e , infine, si siede al tavolo prenotato.
Guardavo questa scena. Abbastanza inutile. Abbastanza comune, pensavo.
E poi mi sono ritrovata ad avere nostalgia di quelle scene “comuni”, perché comuni non lo sono più.

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