A te, così diversa eppure così uguale a me

La cosa più importante che mi hai insegnato, nel tempo, è il senso della libertà: il suo valore, il suo peso e la responsabilità che le fa da contraltare.
La cosa più importante che mi hai donato e continui a donarmi ogni giorno, da ben prima che nascessi, è l’amore infinito, incondizionato e pieno. Quell’amore che è casa, ovunque mi trovi e qualunque sia la distanza che ci separa.

Così uguali nell’aspetto, nei gesti, nei modi e nelle convinzioni sulle cose importanti della vita; eppure così diverse.

Quel pezzo di cielo al confine con il mare in cui ci si immerge, quando si incontra il tuo sguardo, ha sempre rappresentato per me il porto sicuro in cui rifugiarmi ad ogni tempesta.
Ed è da lì che sempre riparto.
Anche adesso. Forse, soprattutto adesso che la vita da adulta si staglia con la durezza (ma anche l’inevitabile bellezza) delle infinite scelte che ne rappresentano l’essenza.

E non esiste persona al mondo con cui riesca a discutere, litigare ed arrabbiarmi più di quanto mi venga facile, naturale e inevitabile con te: lo facevo da adolescente e lo continuo a fare ancora adesso, che l’adolescenza me la sono lasciata da parecchio tempo alle spalle, ormai.

Eppure non potrei mai fare a meno di quei confronti-scontri, perché sta tutta lì la magia del tuo tocco materno: non mi hai mai indicato la strada, ma mi hai sempre portata, fin da piccola, ad osservare la realtà che mi circonda a 360 gradi, con sguardo attento a coglierne ogni minima sfumatura, perché sono le sfumature a farci comprendere realmente il mondo. Ma, sopra ogni cosa, mi hai insegnato a guardare al passato, come ad un bagaglio pieno di tesori (ora piacevoli e ora meno, ma pur sempre imprescindibili granelli di esperienza e saggezza) e mai come a una zavorra; al presente, come a una tela bianca che, pennellata dopo pennellata, ho la libertà di riempire delle forme e dei colori che albergano nella mia mente; e al futuro, come a quella costruzione che dovrà sempre essere, anzitutto, frutto delle mie scelte, da prendere guardando in prospettiva con il filtro della piena consapevolezza di me stessa.

Non ho dubbi, da donna, su quale sia stata la fortuna più grande della mia vita.
Aver avuto, giorno dopo giorno, davanti ai miei occhi la meravigliosa forza, l’instancabile determinazione, la brillante intelligenza e la straordinaria capacità di analisi del mondo che contraddistingue TE: la donna che mi ha insegnato l’importanza di considerarsi, prima che donne (o uomini), persone.
Ricordo, da piccola, quella tua solita frase, di fronte a chi mostrava, anche velatamente, un accenno di maschilismo: Sono una persona, anzitutto, e poi, sì, indubbiamente di genere femminile”. Me la sono portata dietro come una coperta di Linus, te l’ho rubata e, nel tempo, l’ho riutilizzata in più di un’occasione.

L’anno scorso feci scrivere sulla tua torta di compleanno: “È solo saggezza in più”. Quest’anno te lo scrivo qui.

Perché, nonostante gli anni passino, il tempo sembra non sfiorarti: mantieni intatto quello sguardo azzurro cielo, accarezzato dall’aria vispa da bambina curiosa del mondo. Quello sguardo che così tanto ha fatto innamorare papà, fra i corridoi dell’Università, qualche decennio fa, e che continua a farlo innamorare ancora oggi; quello sguardo che così tanto ha rassicurato me, consentendomi di recuperare la rotta, nel corso delle tempeste e mareggiate in cui mi sono imbattuta.

E a te, che non ami gli auguri di compleanno, che non ami le celebrazioni fine a se stesse, che non ami i festeggiamenti superflui, in questo giorno dico solo GRAZIE.

Grazie Mamma, per avermi insegnato che nella vita c’è solo una cosa che non potrà mai abbondarmi: la consapevolezza di aver lottato con forza e tenacia e di continuare a lottare sempre per ciò in cui credo. Perché, come mi ripeti spesso, gli obiettivi raggiunti con sacrificio e dedizione non potrà strapparmeli via mai nessuno: la vita farà il suo corso, ma la storia che ho scritto con il mio impegno sarà sempre lì a ricordarmi chi sono.

Io, però, so per certo che, accanto a quella consapevolezza, c’è un’altra cosa che non mi abbandonerà mai: l’amore, senza spazio e senza tempo, che riempie il nostro rapporto madre-figlia e la gratitudine per aver ricevuto in dono l’esempio migliore di “persona di genere femminile” che potessi mai immaginare.

A te, così diversa eppure così uguale a me.
Grazie.

Italia, 7 novembre 2020

ph. arialmac
Quell’amore che è casa, ovunque mi trovi e qualunque sia la distanza che ci separa.”

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