Quella poetessa e quelle poesie che riempiono una vita

Era un pomeriggio afoso di inizio giugno. Ultimo anno di liceo. Guardavo la televisione, sdraiata sul divano, subito dopo pranzo e subito prima di rimettermi sui libri a studiare per la “maturità”.

Su Raitre passò un servizio su Alda Merini: era lei a raccontarsi, a raccontare del suo rapporto con la poesia, con l’amore e con la vita.

Giorni dopo, alla prova d’italiano, mentre scorrevo le tracce, mi fermai davanti al saggio breve sulla poesia nella società della comunicazione di massa. Scelsi di sviluppare quella traccia e, al di là dello studio (folle e forsennato) che aveva accompagnato i 5 anni ormai alle mie spalle, mi sembrò provvidenziale quel servizio di qualche giorno prima. Quell’intervista. Mia madre che, mentre andava in onda il programma, si avvicinò al divano e mi disse : “È incredibile che ancora non si siano decisi ad inserire Alda Merini nel programma scolastico ‘di base’ per la sua arte, per la sua storia e per la storia della barbarie che hanno rappresentato i manicomi. Segui bene, magari ti potrà servire all’esame”.

E, in un modo tutto contorto, per vie strane e incomprensibili, in qualche modo all’esame mi tornò davvero utile quel servizio. Alcune riflessioni del saggio le sviluppai anche tenendo conto di quell’intervista.

Il sesto senso di mia madre aveva centrato il segno anche quella volta.

Qualche sera fa, sempre su Raitre, a tarda notte, mi capita di vedere la sigla di Illuminate, blocco lo zapping e scopro che parlano di Alda Merini – che negli anni a seguire quel mio esame di maturità ho imparato ad amare tramite le sue poesie, il suo estro, la durezza e la pienezza (mai paga) di quella che fu la sua vita -.

Ora, come allora, è tornata Lei con le sue poesie e la sua voglia di vita, ora piena, ora sospesa e tormentata. Ora, come allora, è tornata Lei, mentre mi trovo nel bel mezzo di un nuovo bivio.

La mattina dopo, sentendomi con mia madre, le ho fatto notare la strana coincidenza. E lei, con la sua consueta saggezza, mi ha detto: “Magari anche stavolta averla ascoltata ti potrà essere utile”.

Mi ritrovo a pensare che, effettivamente, il sesto senso di mia madre non ha mai fallito. E credo che, sì, essermi ritrovata di nuovo ad ascoltare le parole di Alda Merini mi potrà tornare – provvidenzialmente – utile, anche stavolta.

Italia, 9 ottobre 2020

copertina dell’album Rasoi di seta
(Giovanni Nuti canta Alda Merini)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea il tuo sito web con WordPress.com
Crea il tuo sito
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: