Non basta una bandiera arcobaleno per essere considerato di Sinistra

Il problema non è il Sindaco Sala.

notizia tratta dal sito repubblica.it

Sala è un manager. È uno che ha alle spalle una lunga, ricca e soddisfacente storia da manager. È uno di quelli che – di fatto, al di là delle parole – crede fortemente e pervicacemente nel liberismo. Sì, certo, per l’amor di Dio, magari sarà pure un liberismo a tinte arcobaleno, perché il Sindaco di Milano si è sempre dimostrato un grande sostenitore dei diritti umani e dei diritti civili a 360 gradi.

Ma dico io: e ci mancherebbe pure! Questo dovrebbe essere semplicemente l’ABC per potersi autodefinire e per farsi considerare uomini e donne di Sinistra. Solo che poi, per poter praticare i principi della Sinistra e per poter essere realmente parte del mondo a sinistra, serve anche altro.

Ma ripeto, il problema non è Sala. Il problema è chi ha individuato e candidato, a suo tempo, Sala come esponente del centro-sinistra. Il problema è chi ha annacquato la Sinistra. Il problema è chi non ha idee di sinistra, ma vuole gestire il mondo della Sinistra.

Ci dovremmo svegliare un po’ tutti.

E a Lei, caro Sindaco Sala, che, nonostante abbia girato mezzo mondo, il Sud del Suo Paese non ha la minima idea di come sia fatto e di come e cosa sia la vita al Sud d’Italia, augurerei un solo giorno di vita da meridionale nel mondo. E non sarebbe una iattura, ma un regalo, gliel’assicuro! Da quella “giornata”, ne uscirebbe arricchito e fiero.

Noi meridionali, a prescindere dalla latitudine e longitudine in cui ci troviamo a vivere, riusciamo sempre a cavarcela e anche a fare grandi cose. Sì, anche senza tutti quei servizi (per lo più gravitanti attorno all’economia privata) di cui la bella e grigia Milano si vanta: che chi si vanta di riuscire in grandi cose, avendo il piatto già bello e pronto, è poca cosa rispetto a chi, nonostante il poco che c’è, fa, tacendo!

Italia, 11 luglio 2020

P.S.: So di averla presa troppo sul personale e di “essere andata un po’ fuori tema” in questa reazione a caldo. E so anche che avrei tanto da dire (e, tempo permettendo, lo farò nei prossimi giorni con un nuovo post sul blog) su questa (resuscitata) assurda idea, avanzata da alcuni economisti, che prevede salari e stipendi differenziati nel territorio nazionale sulla base del (presunto) diverso “costo della vita” fra regione e regione. Il problema, grosso come una casa, é che “cotanta intellighenzia” sul piatto della bilancia del “costo della vita” mette solo alcuni sterili elementi tecnici, senza cogliere il contesto e il senso del mondo in cui ci si muove: da qui il “presunto” di cui sopra. Propongono teorie in provetta e desiderano passare per innovatori e progressisti, prospettando, però, idee del mondo ancora una volta basate su iniquità e ingiustizia! Come diceva la mia bisnonna nel suo bel dialetto, che qui mi premuro di tradurre in italiano, affinché a tutti sia chiaro: “aiutiamo gli aiutati che, poverini, ci sono abituati”. Ecco il leitmotiv di parte dell’attuale Sinistra che Sinistra non è! Siamo veramente al capolinea!

Una opinione su "Non basta una bandiera arcobaleno per essere considerato di Sinistra"

  1. E sai che bella novità trovarsi a leggere frasi inique derivate dalle infelici conclusioni di chi si professa di Sinistra, ma in cuor suo sa di non esserlo, se non per calcoli politici o economici. Mi riconosco in pieno nelle tue parole, mai abbastanza per poter articolare decenni (potrei dire secoli?) di mezze verità. Essere di sinistra non sempre si diventa. Spesso si nasce. E se per caso lo si diventa, è per la matura analisi derivata da ingiustizie e soprusi, subiti o visti subire. E mi sovviene quella frase tuonata nel campetto dell’oratorio da don Natale, che mi porto dietro fin dall’infanzia: “Cristo è stato il primo socialista della Storia!”. Diceva ciò per convinzione, tanto che gli fu vietato di esercitare il servizio pastorale. Nei “ruggenti” anni del riflusso, e fino a qualche anno fa, dire di essere di sinistra significava considerarsi uno sfigato, peggio ancora menzionare Gramsci o Marx! La parola “democratico” faceva più chic. Ma l’ipocrisia dell’abuso di tale termine, diede un motivo in più a raccogliere intorno un nugolo di attivisti politici, senza ideali e senza idee, che nel corso degli ultimi trent’anni hanno portato la sinistra in Italia e in Europa ad inseguire non già lo Stato Sociale come base di una politica strategica e, appunto “democratica” (etimologicamente parlando), ma solo il colore dei soldi come profitto e come rapporto uomo-stato, sovrapponendo il proprio fare politico a quello della destra economico-finanziaria. Lasciando spazio ai populismi come inevitabile e ingovernabile risultato E quando sento rapportare il valore della vita dei cittadini al pil regionale, o alla strategica importanza del livello di produttività senza tener conto di una miriade di variabili sociali ed economiche, allora mi rendo conto che essere nato di sinistra mi rende orgoglioso, quanto quello di essere meridionale. E se domattina il dott. Sala insieme al caffè prendesse anche una fetta di umana consapevolezza, tralasciando i calcoli politici futuri, direbbe una verità che tu hai straordinariamente menzionato: della realtà del Sud non ha neanche una benché minima idea. Né tanto meno della sua complessità. Il popolo di Terronia ti ringrazia per questo tuo puntuale appunto.

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