Lo sguardo e il sorriso di chi ha scelto la parte giusta da cui lottare

Nello sguardo, il senso di giustizia che hanno solo quelli che nella vita hanno scelto la parte giusta da cui lottare. Il sorriso, a volte leggero e fresco, a volte dai mille sottintesi: che talvolta diventa strumento salvifico per chi è cresciuto in terre complicate. Ma un sorriso che non si mostrava mai falso. FalconeContinua a leggere “Lo sguardo e il sorriso di chi ha scelto la parte giusta da cui lottare”

È il rasoio di Occam, bellezza!

Questa storia, che le informazioni devono essere “imboccate con il cucchiaino” perché altrimenti il cittadino non capisce, credo stia prendendo un po’ troppo la mano. Spiegatemi cosa NON si capisce, se vi viene detto: “Comincia la fase 2. Riapriamo, ma con il massimo dell’attenzione e della precauzione. É una fase di CONVIVENZA con il nuovoContinua a leggere “È il rasoio di Occam, bellezza!”

Riflessioni in successione. DELLA SCIENZA, DELLA CERTEZZA E DEL TEMPO (1)

Durante questo sabato di metà maggio 2020 capita che, mentre sono indaffarata in mezzo alle mie mille cose, mi prendo la mia bella pausa caffè (che questo #restareacasa ci avrà portato pure lo stress da smart-working – per i fortunati che ancora un lavoro ce l’hanno, seppure smart! -, ma almeno ci ha concesso laContinua a leggere “Riflessioni in successione. DELLA SCIENZA, DELLA CERTEZZA E DEL TEMPO (1)”

Riflessioni in successione. DELLA SCIENZA, DELLA CERTEZZA E DEL TEMPO (2)

[AVVISO ai Naviganti: questo testo è stato scritto circa un mese fa] Quando si parla di Scienza, si dovrebbe sapere di cosa si sta parlando.In mezzo al mare magnum di inesattezze da cui siamo stati tutti quanti travolti nelle ultime settimane, ci sono due aspetti, sopra ogni altra cosa, che mi lasciano interdetta nel dibattitoContinua a leggere “Riflessioni in successione. DELLA SCIENZA, DELLA CERTEZZA E DEL TEMPO (2)”

A chi ha elegantemente attraversato la vita in mezzo a navate colme di musica.

Oggi l’umanità ha perso uno dei suoi “pezzi” più pregiati. Un sofisticato musicista. Uno straordinario direttore d’orchestra. Un sostenitore della musica, dell’arte e della cultura a 360 gradi quale unico e insuperabile strumento salvifico: per se stesso e per l’intero genere umano. Raccontava quanto fosse stato difficile per lui essere accettato nel mondo della musicaContinua a leggere “A chi ha elegantemente attraversato la vita in mezzo a navate colme di musica.”

Quando le lacrime hanno dietro una storia e una lotta

Di fronte a una scelta politica e giuslavoristica così importante e a una testimonianza di vita e di lotta politica e personale così significativa, quale quella della Ministra Bellanova, la cui commozione dovrebbe far riflettere tanti “parlatori a cervello spento”, cosa fa l’opposizione italiana? Non si limita a non condividere la scelta politica (il cheContinua a leggere “Quando le lacrime hanno dietro una storia e una lotta”

Delle mascherine a 0,61 euro e dei mulini a vento

La vicenda delle mascherine e la lotta alla Don Chisciotte del Commissario straordinario all’emergenza Covid-19, Dott. Domenico Arcuri, è uno spaccato dell’Italia: di chi pretende di aver ragione ad ogni costo (intendo i grandi distributori a livello farmaceutico!), anche quando è detentore “dell’elisir (?) di sopravvivenza” in epoca di Covid-19 e continua a tenere fedeContinua a leggere “Delle mascherine a 0,61 euro e dei mulini a vento”

Dialogo con un ignoto passante. Del senso della LIBERTÀ nella pandemia 2020.

Per avere il polso della situazione di questo strano 2020. Pomeriggio di fase2 della pandemia2020. Un pomeriggio di sole. La natura in rinascita. E sì, lo è già da un po’, ma, dovendo stare diligentemente tappati in casa per 2 mesi, non è che finora ci siano state chissà quante occasioni per ammirare i nuoviContinua a leggere “Dialogo con un ignoto passante. Del senso della LIBERTÀ nella pandemia 2020.”

9 maggio 1978. Peppino.

9 maggio 1978.Peppino.Peppino Impastato.Peppino Impastato è stato ammazzato. Sì, ammazzato, non ucciso. Ché “ucciso” non rende l’idea. È stato ammazzato – e non semplicemente ucciso – per il modo brutale con cui è stato privato della sua voce, della sua mente, delle sue idee, della sua vita: da morto doveva essere irriconoscibile, doveva essere smembratoContinua a leggere “9 maggio 1978. Peppino.”

IN MEMORIA del Prof. FRANCO CORDERO

Dapprima, ho amato il Suo Manuale: la “Bibbia” della Procedura Penale … e, sì, questa definizione avrebbe potuto strapparLe un sorriso. Poi, ho amato i Suoi articoli e i Suoi libri. La lucidità (politica, etica, oltre che giuridica) della Sua mente e la poliedricità del Suo sapere erano, sono e continueranno ad essere merce raraContinua a leggere “IN MEMORIA del Prof. FRANCO CORDERO”

LE NOTE DI UNA CANZONE: viaggio nel passato e ritorno.

Per me “La Cura” di Battiato sono i bei lunghi viaggi in macchina dalla città al paese dei miei nonni materni, durante la mia infanzia; è mio padre che metteva nell’autoradio la musicassetta di Battiato e la canticchiava assieme a me; è mia madre che ci ascoltava con un sorriso, intervallando le nostre esibizioni con un “attenzione a quella macchina” e un “attenzione a quest’altra”; è i pomeriggi di domenica in cui, mentre mio padre la suonava alla chitarra, io saltellavo per la stanza con la copertina dell’album “L’imboscata” e chiedevo se non fosse Napoleone quello raffigurato;
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DEL SIMIL PESCE ROSSO-ANALFABETA FUNZIONALE

Quando, anni fa, si è iniziato a comunicare al grande pubblico l’immane problema dell’analfabetismo funzionale e della graduale (ma drammatica!) riduzione del livello di concentrazione dell’uomo medio, credo che la stragrande maggioranza delle persone non fosse pronta a comprendere l’impatto sociale che avrebbero concretamente avuto tali due ordini di problemi.Oggi, nel pieno di una pandemia (perché io ve lo dico: stiamo ancora “immersi nella pandemia” fino al collo, casomai vi foste distratti!) e nel pieno dello smart-working e dell’imprescindibile comunicazione digitale;
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E SE DA QUESTA CRISI PANDEMICA NE USCISSIMO … FUTURANDO?

Accade che mi ritrovo a guardare un film, un film di qualche anno fa, un film come un altro: un po’ di romanticismo, un po’ di azione, un po’ di mistero; mescola il tutto e hai ben presente il tipo di film di cui parlo.
Ecco. Guardavo distrattamente questo film, quando compare la scena in cui la protagonista si reca alla metropolitana, sale sul vagone del convoglio, controlla il cellulare, lascia passare una signora anziana, scherza e gioca con un bambino nel passeggino, scambiando qualche frase di circostanza con la mamma; poi scende, in mezzo al flusso di gente, e si dirige verso il luogo del suo appuntamento; entra nel locale, saluta e abbraccia qualche conoscente e , infine, si siede al tavolo prenotato.
Guardavo questa scena. Abbastanza inutile. Abbastanza comune, pensavo.
E poi mi sono ritrovata ad avere nostalgia di quelle scene “comuni”, perché comuni non lo sono più.

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